Negli ultimi anni, il treosulfano si è affermato come uno degli agenti di condizionamento più promettenti nel trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche (HSCT), grazie al suo favorevole profilo di tossicità e alla buona efficacia, soprattutto in pazienti fragili o con comorbidità.
I risultati dello studio FT14 e le esperienze cliniche più recenti ne stanno ampliando l’utilizzo in nuovi setting di pazienti, incluse le emopatie mieloproliferative come la mielofibrosi e il trapianto da donatore aploidentico.
L’incontro si propone di offrire un aggiornamento sul ruolo attuale del treosulfano, analizzando le principali evidenze disponibili e confrontando esperienze cliniche concrete.